Dichiarazione Fiscali

Studio Brunelli > Dichiarazione Fiscali

DICHIARAZIONE
DEI REDDITI

La Dichiarazione dei redditi è il documento contabile attraverso il quale il cittadino-contribuente comunica al fisco le proprie entrate, ovvero il proprio reddito, ed effettua i versamenti delle imposte relative a partire dalla base imponibile e dalle aliquote fiscali per ciascuna imposta dovuta. In Italia tale dichiarazione si effettua attraverso la compilazione del cosiddetto modello 730.

Ai sensi del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 è un atto consultabile gratuitamente, previa identificazione.

Imprese

Nel caso di un'impresa, il reddito viene calcolato sulla base dei principi generali (artt. 109 e 110 TUIR):

inerenza;
imputazione a conto economico;
oggettiva determinabilità;
certezza nell'esistenza;
Art. 83 TUIR – Reddito d'impresa.
Viene impropriamente chiamato Spesometro una delle comunicazioni che i soggetti passivi d'IVA devono presentare annualmente all'Agenzia delle entrate.

Lo Spesometro ha lo scopo di limitare l'evasione fiscale in ambito IVA. A partire dal 2013 è ufficialmente denominato Comunicazione Polivalente poiché il tracciato record da inviare all'Agenzia delle Entrate è stato unificato ad altre dichiarazioni, ad esempio la comunicazione di acquisti da paesi in Black-List.

Lo Spesometro è un provvedimento fiscale italiano che non trova corrispondenze in altri paesi.

In origine era chiamato elenco clienti e fornitori; i soggetti interessati dovevano compilare un modello prestampato inserendo la lista e gli importi delle fatture clienti e fornitori. Successivamente è stato modificato numerose volte dai vari governi, sulla base delle politiche fiscali adottate. Storicamente tutti i provvedimenti sono stati valutati negativamente dalle aziende a causa dei costi e dei tempi di aggiornamento dei software.

Per questo motivo l'Agenzia delle Entrate, nel 2013, ha deciso di utilizzare un unico tracciato per più provvedimenti denominandolo Comunicazione Polivalente, allo scopo di semplificare lo sviluppo dei programmi per computer.

Lo Spesometro è un'elaborazione delle fatture IVA e delle vendite al dettaglio ad acquirenti stranieri; l'elaborazione produce un file nel formato prestabilito. La trasmissione all'Agenzia delle Entrate può essere effettuata direttamente dal contribuente, se preventivamente registrato al servizio Entratel, oppure tramite un intermediario autorizzato.

Lo Spesometro è presentato dai soggetti passivi ai fini IVA (attività con partita IVA) tra cui aziende, commercianti, artigiani e liberi professionisti, con esclusione di una definita platea di soggetti.

Deve essere presentato annualmente.

la presentazione relativa ai dati del 2012 è stata trasmessa entro il 31 gennaio 2014
l'invio dei dati relativi all'anno 2013 deve avvenire entro il 30 aprile 2014
l'invio dei dati relativi all'anno 2014 deve avvenire entro il 30 aprile 2015
Il modello 770, in Italia, è un documento fiscale che i sostituti d'imposta, che per legge sostituiscono il contribuente nei rapporti col fisco, devono presentare all'autorità competente per la dichiarazione dei redditi.

Esso riguarda le ritenute relativamente a compensi, salari, pensioni.

Modello 770 semplificato

Utilizzato dai sostituti d'imposta, comprese le amministrazioni dello Stato, per comunicare via internet i dati fiscali dei contribuenti, relativi alle ritenute operate nell'anno solare precedente. Il modello contiene i dati delle certificazioni rilasciate ai soggetti che in quell'anno hanno percepito vari tipi di reddito.

Modello 770 ordinario

Utilizzato dai sostituti d'imposta, dagli intermediari e dagli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti, che sono tenuti a comunicare i dati relativi alle ritenute operate sui dividendi, i proventi da partecipazione e i redditi erogati nell'anno solare precedente, operazioni di natura finanziaria effettuate sempre nello stesso periodo.

Avviene, per legge, on-line, all'Agenzia delle Entrate, avvalendosi di uno dei servizi telematici da essa messo a disposizione, e precisamente:

Fisconline, se la dichiarazione riguarda un numero di soggetti non superiore a 20;
Entratel, se la dichiarazione riguarda un numero di soggetti superiore a 20.
Non è quindi possibile presentare la dichiarazione presso banche convenzionate o uffici postali e i soggetti all'estero non possono presentarla tramite raccomandata.

Il Modello F24 è utilizzato in Italia per il pagamento della grande maggioranza delle imposte, delle tasse e dei contributi.

Esso ha sostituito altri modelli, ciascuno valido per un tipo differente di tributo.

Tributi per il quale può essere utilizzato

Imposte sui redditi e ritenute alla fonte;
Imposta sul valore aggiunto (IVA);
Imposta municipale propria (IMU) per tutti i comuni;
Imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell'Iva;
Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);
Addizionale regionale all'Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF);
Addizionale comunale all'Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF);
Contributi e premi INPS, INAIL, ENPALS, INPDAI, INPDAP;
Tributo per i servizi indivisibili (TASI);
Diritti camerali;
Interessi nei pagamenti a rate;
Ritenute d'acconto;
Tassa sui rifiuti
Canone televisivo
È inoltre utilizzato per pagare tutte le somme (compresi interessi e sanzioni) in caso di:

Liquidazione e controllo formale della dichiarazione;
Avviso di accertamento;
Avviso di irrogazione sanzioni;
Accertamento con adesione (concordato);
Conciliazione giudiziale;
Ravvedimento.
Per le accise c'è un modello F24 modificato, F24 Accise.

Compensazione dei tributi

Una delle funzioni del modello F24 è la possibilità di compensare i crediti del pagatore con ogni debito presente nel modello.

Questa possibilità, specialmente per le imprese, ha rappresentato una grande agevolazione. Non è necessario attendere il rimborso del credito, la procedura spesso necessita di vari anni, ma è possibile utilizzarlo per ridurre i pagamenti.

Uno dei casi più frequenti per le imprese riguarda la compensazione dei crediti IVA con i debiti per contributi di lavoro dipendente.

Per verificare la possibilità di utilizzare il credito in compensazione è necessario far riferimento alla normativa sul tributo.

Per alcuni tipi di debito il legislatore prescrive la non compensabilità con un credito. Un esempio: il pagamento per il condono del 2002.

Schema di funzionamento del modello

Il modello si divide in sezioni.

In alto ci sono le informazioni anagrafiche relative al contribuente. I dati sono:

il codice fiscale,
i dati anagrafici,
il domicilio fiscale.
Seguono le sezioni, dove occorre indicare tipo di tributo e importo da pagare o da compensare. Per ogni tipo di imposta, di tassa o di contributo deve essere utilizzata una riga. A sinistra devono essere riportati i dati identificativi del tributo, a destra sono presenti due colonne, una per il debito e una per il credito.

Il modello F24 ha uno schema aperto: è il pagatore che inserisce il codice del tributo. Il vantaggio è che in caso di nuovi tributi non è necessario cambiare il modello.

Il modello è diviso in sezioni, ognuna per un diverso percettore. Le sezioni sono le seguenti:

erario: per lo Stato. I codici delle imposte sono di quattro cifre (ad es. 1040 per il pagamento delle ritenute d'acconto dei lavoratori autonomi e 60xx per l'IVA);
INPS: per l'INPS. Sono i contributi dovuti all'istituto per lavoratori dipendenti, lavoratori a progetto, associati in partecipazione e altre categorie;
regioni: per i tributi di competenza regionale come l'Irap e per l'addizionale regionale all'Irpef;
ICI/IMU e altri tributi locali: per i tributi di competenza comunale, come l'addizionale comunale all'Irpef e l'ICI
altri enti previdenziali ed assicurativi: riservata ai pagamenti verso l'Inail.
Esiste un formato alternativo del modello, di colore grigio anziché azzurro, in cui la sezione altri enti previdenziali e assicurativi viene sostituita dalla sezione accise e altri tributi non compensabili. Questo modello viene utilizzato p.es. per il pagamento delle accise di fabbricazione da parte delle aziende petrolifere.

Modalità di versamento

Il pagamento può essere effettuato presso gli sportelli di qualunque concessionario o banca convenzionata e presso gli uffici postali, come segue:

in contanti;
con carta PagoBancomat, presso gli sportelli abilitati;
con carta Postamat, con addebito su conto corrente postale, presso qualunque ufficio postale;
con assegno bancario o postale tratto dal contribuente a favore di sé stesso o con assegno circolare o vaglia postale emesso all'ordine dello stesso contribuente e girato per l'incasso alla banca/Posta. L'assegno o il vaglia devono essere di importo pari al SALDO (M - N) dell'F24. Se l'assegno postale è utilizzato per pagare tramite Posta, l'operazione deve essere eseguita all'ufficio postale ove è radicato il conto corrente. Se l'assegno è scoperto o non pagabile il pagamento si considera omesso.
con assegno circolare e vaglia cambiario, presso i concessionari.
Il modello si compone di tre copie. Quando si paga una copia viene timbrata e restituita, le altre due sono trattenute dallo sportello.

Il servizio F24 online permette la compilazione a casa del modello dal sito dell'Agenzia delle entrate. L'importo verrà automaticamente addebitato. Per utilizzare il servizio è necessario essere titolari di un conto corrente presso una delle banche che hanno stipulato apposita convenzione.

Diverse banche offrono la possibilità di compilare e pagare il modello F24 via internet, mediante i servizi di:

home banking, per i privati,
internet corporate banking, per le imprese.
Con questi servizi è possibile anche il pagamento per conto terzi: commercialisti e patronati possono compilare gli F24 dei propri clienti e addebitare gli importi sui loro conti correnti. Per fare ciò i clienti firmiano una delega ad operare per proprio conto a favore dei commercialisti o dei patronati.

Non è ancora possibile utilizzare SEPA Credit Transfer che permetterebbe il pagamento dei tributi anche dall'estero senza necessità di utilizzare banche convenzionate con l'Agenzia delle Entrate. Il pagamento dall'estero è comunque possibile con una qualsiasi carta di credito MasterCard o Visa e un account online Poste Italiane

Il decreto Bersani bis ha obbligato alcune categorie di contribuenti in possesso di partita IVA ad effettuare il pagamento telematico con l'F24. Questo obbligo è stato esteso, con decorrenza 1º gennaio 2007, agli altri titolari di partita IVA.

 

[/vc_row]